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martedì 17 gennaio 2012

Prima o poi tutto viene a noia

"Prima o poi tutto viene a noia.
Non basta la vocazione al martirio, arriva il momento in cui ti fai abbastanza male da non volerne più. Arriva il momento in cui le attese diventano automatiche e sono svuotate dai pensieri a domani, a dopodomani, a sempre.
I gesti diventano meccanici, tessi la tela, disfi la tela, non senti nemmeno più il filo sotto alle dita. Ti addormenti con il dolore che è diventato solo un brusio di sottofondo e ti aiuta ad addormentarti, ti svegli con un fastidio sotto le costole che è il solito pensiero del risveglio e della giornata da affrontare di nuovo, da capo, sempre uguale, uguale a ieri, all’altroieri, a sempre. Smetti di giustificarti, smetti di sperare, ti impedisci di guardare oltre. 
Ti annoi, come se fosse un gesto nobile e franco. Smetti di dirti che cambierà. Smetti di immaginarti in un’altra situazione, in un altro momento. Ti accorgi che la noia è una compagna fedele e la proteggi, fai in modo che non si sciupi, che non si infranga. Tenti dei brevissimi diversivi per confermarti di avere ancora il controllo della situazione, sperando di perderlo al più presto. Prima o poi tutto viene a noia. E la noia è bella.
La noia, in fondo, è meglio del resto."


mercoledì 19 ottobre 2011

Nei bagni pubblici...

Volete una buona volta mettere in tutti i bagni per le signore una mensola, un appendino, un gancio qualsiasi per appenderci la borsa?!?
 

sabato 16 luglio 2011

Le luci nelle case degli italiani

"Vi siete mai incantati a guardarle? Le luci nelle case degli altri, intendo. Vi siete mai persi, passeggiando nella notte in una città sconosciuta (che ne so, Cesena, Modica o magari nella vostra – Roma, Pescara, Milano – che però all’improvviso vi è sembrata straniera), a fissare quella finestra accesa, quell’altra ancora e a riflettere quanto la vita vissuta da dentro sembri un’impresa colossale, ma da fuori possa apparire facile, leggera, bellissima?"


Il racconto che Chiara Gamberale ha scritto per la rubrica “Rivisitare l’Italia nei suoi 150 anni”

martedì 17 maggio 2011

Che rimpianto...

Che rimpianto, pensare che serve una vita per imparare a vivere una vita.
Jonathan Safran Foer


martedì 10 maggio 2011

Ne restera' solo una

No, non insisto ne' lo rammento o lo ripropongo piu' in la'. Ormai ho imparato, mi e' stato insegnato da gente prima di te, tanta gente, non prenderti meriti che non ti spettano. 
Ti ho invitato a fare una cosa innocente, una cosa di un paio d'ore (130 minuti circa) e ti ho avvertito con una settimana buona di anticipo per darti agio di organizzarti e ancor di piu' di d-e-c-i-d-e-r-e. Quando vuoi fare qualcosa con qualcuno, a qualsiasi titolo, non te lo dimentichi perche' se lo fai significa che in fondo non hai dato reale importanza alla possibilità che ti è stata prospettata. 
E' facile trincerarsi in presunti vuoti di memoria per glissare su qualcosa che nonostante le chiacchiere blah blah blah non avevi assolutamente in mente di accettare gia' da subito ma che non hai avuto la sicurezza, la coerenza di rifiutare. Andare al cinema non comporta fidanzamento, andare al cinema significa vedere un film che ci interessa e magari farci su una settimana di chiacchiere durante la pausa caffe', non ti ho mai fatto immaginare ne' sospettare altro. Non ne ho affatto bisogno. Per cui, buona la prima: no, non insisto ne' lo rammento o lo ripropongo piu' in la'.